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  • ETICHETTE DI EFFICIENZA ENERGETICA: PER UN ACQUISTO CONSAPEVOLE

    24/09/2018 Autore: Francesca Bianchi
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    La necessità e la volontà di proteggere l’ambiente sono oggi anche alla base delle scelte che riguardano la produzione e il consumo di energia; nello stesso tempo, è interesse collettivo mantenere un adeguato livello di benessere nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro. Ricerca e innovazione tecnologica puntano proprio a raggiungere entrambi gli obiettivi: trovare soluzioni alternative, studiare sistemi più funzionali, promuovere scelte più consapevoli nel campo del risparmio energetico. Un uso razionale delle risorse, infatti, favorisce la diminuzione dell’inquinamento a livello globale e abbassa in modo significativo i consumi dei privati cittadini.

    L’introduzione a livello europeo di etichette indicanti la classe di efficienza energetica dei principali elettrodomestici, attraverso la Direttiva 92/75/CEE del 22 settembre 1992 (con successiva Direttiva 2010/30/UE del 19 maggio 2010), incoraggia un acquisto maggiormente consapevole da parte dell’utente. Cerchiamo di sottolineare i concetti basilari.

    Le classi di efficienza energetica, spesso chiamate classi di consumo energetico, indicano le suddivisioni in fasce dei valori di efficienza dei prodotti, e cioè, in maniera molto sintetica, del rapporto tra rendimento e consumo. Sull’etichetta le fasce possibili sono indicate come frecce orizzontali di diversi colori che vanno da un valore A+++ (basso consumo, di colore verde scuro) a un valore G (alto consumo, di colore rosso scuro). La classe del prodotto, visibile all’interno di una freccia nera sulla destra, viene assegnata sulla base di test effettuati in laboratorio, riproducibili e controllati, che ne valutano l’efficienza.

    Sulla scheda è indicato anche il consumo di energia con riferimento all’anno solare (12 mesi), calcolato in kWh e in una condizione di utilizzo ideale standardizzata. Questo valore serve per disporre di un indicatore di massima: in realtà, l’effettivo consumo dipende dall’efficienza, dalla dimensione dell’apparecchio, e, ovviamente, da tipo e modalità di utilizzo.

    Ogni tipologia di elettrodomestico, poi, riporta nell’etichetta, oltre ai dati di marca e produttore, informazioni più dettagliate in relazione alla funzione: lavatrice, asciugatrice e lavastoviglie riportano efficacia di lavaggio e asciugatura; frigorifero e congelatore riportano volume di alimenti freschi e congelati; il forno elettrico riporta il volume utile per la cottura; il televisore la misura della diagonale dello schermo; e così via.

    Per una questione di neutralità linguistica, la Direttiva del 2010 ha introdotto nelle etichette l’uso di pittogrammi, e cioè piccole rappresentazione grafiche di un concetto: questo linguaggio, semplice ed efficace, ma soprattutto universale, non necessita di traduzioni nelle diverse lingue nazionali dei Paesi Europei e risulta, quindi, di rapida e univoca comprensione.

    L’etichetta deve essere sempre esposta in maniera ben visibile sul fronte dell’apparecchio in vendita, per permettere all’eventuale acquirente di valutarne in modo rapido e chiaro tutte le caratteristiche.

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