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  • ARREDO IN STILE INDUSTRIAL CHIC

    12/02/2019 Autore: Redazione
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    Era dicembre del 2000 quando apparve per la prima volta sugli schermi delle sale cinematografiche il film “Chiedimi se sono felice”, celebre commedia di Aldo, Giovanni e Giacomo. Del lungometraggio, oltre la trama rocambolesca, le battute esilaranti, la partita di calcetto notturna in cui perde il naso un’antica statua in Piazza dei Mercanti a Milano, tutti ricordiamo le dolcissime musiche di Samuele Bersani e…il loft dei genitori di Giovanni "Al chicco d'oro", dove si trasferirà a vivere Aldo.

    Quella che era una sistemazione “di fortuna” potrebbe diventare, in realtà, nell’immaginario collettivo, un esempio pioniere di uno degli stili più amati e in voga degli ultimi tempi: l’industrial chic.

    Nato a New York negli anni ’50 quando iniziò a diffondersi il recupero di spazi in disuso (generalmente capannoni industriali e fabbriche dismesse in contesti che gradualmente si sono sempre più urbanizzati) con l’intento di ridurre il consumo e lo sfruttamento dei suoli, è stato portato al successo nelle grandi metropoli da film e serie tv americane, fino a conquistare, pian piano, anche piccole realtà locali e ad approdare, ormai da qualche anno, anche da noi.

    Si tratta di uno stile grezzo e carico di personalità, moderno e vissuto, che unisce arte contemporanea e riciclo creativo: ai mattoni a vista si accostano travi in legno, larghi e lunghi infissi in metallo, impianti idrici a vista, arredo di “recupero”, materiali grezzi sui toni grigio, bronzo, acciaio, rame e linee di design calde e singolari.

    Adatto agli spazi ampi e luminosi, lo stile industrial risulta davvero vincente negli open space, nei loft e in tutti gli ambienti in cui si ha la possibilità di godere di molta luce: di solito, infatti, l’atmosfera si gioca molto sulla presenza di ampie finestre possibilmente sprovviste di tendaggi.

    Oltre alle strutture “a vista” (impianti, muri, tubature, travi ecc.), che siano vere o ricreate, alla luce e ai colori materici naturali, nello stile industrial ha grande valore decorativo ogni complemento d’arredo che racconti una storia vissuta: insegne, vecchi orologi da parete, oggetti con finiture in metallo che richiamino fabbriche e impianti, vecchie lampade a sospensione. Insomma, tutto ciò che possa conferire agli ambienti di casa un fascino vintage e, al tempo stesso, essenziale.

    Sì, dunque, all’arredo minimal e non rifinito, ai materiali come cemento, vetro, legno, ferro, ai colori tenui e a dettagli decorativi che ricordino macchinari e ingranaggi.

    Attenzione, lo stile industrial può risultare a volte severo e “spigoloso”: il segreto per “ammorbidirlo” sta nell’utilizzo di tappeti e biancheria dai toni tenui e rassicuranti (grigio, rosso cremisi, arancione bruciato, blu, giallo ocra) ma dalle fantasie assolutamente essenziali.

     Via libera a contrasto e riciclo creativo, facendo sempre attenzione alla coerenza e alla funzionalità degli ambienti.

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