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Il blog di Franco Breglia

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  • MERCATO IMMOBILIARE ANCORA ALL’INSEGNA DELLA STABILITA’

    Cresce il ricorso al mutuo. Sempre meglio il mercato della locazione.

    Il 9 agosto scorso la Banca d’Italia ha pubblicato il periodico “Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia”, realizzato in collaborazione con Tecnoborsa e l’Agenzia delle Entrate (Osservatorio del Mercato Immobiliare), che ha come scopo quello di conoscere ed analizzare le opinioni e le valutazioni degli agenti immobiliari sull’andamento del mercato in cui operano, sia per quanto attiene le compravendite di immobili residenziali, sia per quanto riguarda le locazioni.

    Secondo i risultati dell’indagine, condotta tra il 24 giugno e il 19 luglio presso 1.499 agenzie, nel secondo trimestre del 2019 è rimasta ampiamente maggioritaria la quota di operatori che segnalano prezzi di vendita stabili. I pareri sull’andamento della domanda nel secondo trimestre sono prevalentemente favorevoli.

    Positivi i segnali che emergono dal mercato degli affitti, che vede un aumento del numero di contratti di locazione giunti a buon fine.

    Nel secondo trimestre i giudizi sui prezzi di vendita restano orientati alla stabilità secondo l’80% circa degli operatori.

    Il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore si è attestato al 9,8%, sugli stessi livelli della precedente rilevazione. I tempi medi di vendita sono nuovamente calati, scendendo attorno ai 6 mesi (da 7 nel primo trimestre), il valore minimo dall’inizio della serie nel 2009.

    La quota di acquisti finanziati attraverso mutuo ipotecario sale di quasi due punti percentuali (all’80% circa), mentre rimane pressoché stabile il rapporto fra il prestito e il valore del singolo immobile (74,2%).

    Le aspettative sull’evoluzione del mercato immobiliare nazionale nel trimestre in corso sono improntate a una maggiore cautela: oltre i tre quarti delle agenzie si attende una situazione invariata (in aumento dal 68,9%); la quota di agenzie che ne prefigura un peggioramento è salita dal 6,1 al 10,3%, a fronte di circa il 12% degli operatori le cui attese sono favorevoli (dal 25,0 della precedente rilevazione; era il 19,4% nel corrispondente periodo del 2018).

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